{"id":359,"date":"2012-07-25T13:36:00","date_gmt":"2012-07-25T11:36:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aeroclubrieti.it\/w\/?p=359"},"modified":"2012-07-25T13:36:00","modified_gmt":"2012-07-25T11:36:00","slug":"i-1000-visti-da-dario-pellegrini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aeroclubrieti.it\/w\/?p=359","title":{"rendered":"i 1000Km visti da Dario Pellegrini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Riportiamo il racconto dello splendido volo fatto da Reginaldi visto con gli occhi del suo copilota, neo brevettato Dario Pellegrini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cLo vedi quel signore che se ne sta andando in bicicletta?\u201d\u201cS\u00ec&#8230;\u201d\u201cSi chiama Roberto Reginaldi, \u00e8 uno che parte alle 11 e torna alle 20. Vuoi farti un bel volo? Contattalo!\u201dQueste parole di Stefano Bianchetti mi hanno condotto ad una delle pi\u00f9 grandi esperienze della mia vita.<\/em><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p><em style=\"text-align: justify;\">Come molti altri, sono stato affascinato dal volo sin da quando ero bambino e come molti altri questa passione sarebbe rimasta seppellita dentro di me se non fosse stato per i mini corsi introduttivi organizzati da Luca Libralon presso il CUS Padova. L\u00ec conobbi il volo a vela, ebbi l\u2019opportunit\u00e0 di toccarlo con mano e capii che arrivare al brevetto era tutt\u2019altro che impossibile. Poco meno di un anno dopo, cresciuto da Giancarlo Faresin e da Luca stesso, diedi l\u2019esame pratico proprio con Stefano.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Stringevo la licenza da pochi mesi quando mi trasferii a Roma per lavorare alla tesi di laurea. Dopo un periodo di ambientamento diventai socio dell\u2019Aeroclub Alberto Bianchetti. Avevo poco pi\u00f9 di venti ore di volo, mi affidarono un ASK 21 e cominciai a volare in zona. L\u2019ambiente era totalmente nuovo e faticavo a interpretarlo durante i miei voli che ben poco si scostavano dall\u2019aeroporto. Per questo le parole di Stefano mi colpirono tanto. Avevo la possibilit\u00e0 di volare con un pilota esperto, di capire cosa si pu\u00f2 davvero fare in aliante nella zona di Rieti. Chiamai Roberto, mi disse di controllare il meteo nel sito di Ezio Sarti. Lo feci, sabato 7 luglio mi sembr\u00f2 una buona giornata, lo richiamai: l\u2019appuntamento era alle 10 direttamente in campo.<\/em><\/p>\n<p><em>Aspetto Roberto sotto al gazebo con Alessandra, la mia ragazza, verso le 10.15 lo chiamo e scopro che \u00e8 gi\u00e0 arrivato e sta trafficando sul suo aliante. Lo raggiungo di corsa, mi presento e poi mi volto a guardare l\u2019aliante. Non ho mai visto una macchina cos\u00ec: fiera ed elegante nei suoi 26m di apertura alare. L\u2019interno sfoggia una strumentazione d\u2019avanguardia e un\u2019elica si erge da dietro la capottina. Gi\u00e0, l\u2019ASH25mi \u00e8 self-launching, cosa davvero voglia dire lo capisco quando, pochi minuti dopo le 11, terminiamo i preparativi e partiamo superando una decina di alianti in attesa di essere trainati!<\/em><\/p>\n<p><em>Qualche giro sopra l\u2019aeroporto, poi puntiamo verso Poggio Bustone, ancora qualche metro di quota e il motore viene spento. Roberto mi spiega che deve rimanere fuori fintanto che si raffredda, poi pu\u00f2 essere ritirato. Iniziamo a spostarci, le planate si alternano alle spirali in termica. Allontanandoci da Rieti Roberto non manca di indicarmi i nomi dei laghi e dei monti che avvistiamo: monte Giano, lago del Salto, lago Rascino, lago della Duchessa, monte Velino&#8230; alcuni li riconosco io stesso avendoli visitati in moto. Nonostante Roberto si lamenti della giornata che stenta a partire, l\u2019aliante viene manovrato in estrema tranquillit\u00e0 e, anche se il GPS mi indica costantemente la nostra posizione, fatico a capire quanta strada stiamo effettivamente facendo. Dopo un\u2019ora e mezza di volo, che mi paiono dieci minuti, siamo in vista del castello di Celano. Roberto non \u00e8 soddisfatto della quota. Ci aggrappiamo ad una termica che matura lentamente e usciti dalla valle di Avezzano ci troviamo davanti una strada di cumuli che puntano dritti verso Campobasso. Il mio stomaco \u00e8 un po\u2019 provato da tutto quel termicare, Roberto mi affida i comandi, scruto il cielo e cerco di fare del mio meglio. Planando riesco anche a guadagnare un po\u2019 di quota, ma la velocit\u00e0 sar\u00e0 giusta? Star\u00f2 usando troppo i comandi? Se passassi un po\u2019 pi\u00f9 in l\u00e0 sarebbe meglio? E adesso a cosa punto? Roberto mi fa i complimenti e mi tranquillizzo.<\/em><\/p>\n<p><em>Sono passate due ore e mezza e siamo su Campobasso. Abbiamo 1750m di quota, ma Roberto insiste sul fatto che siamo troppo bassi. Gira un\u2019altra termica e puntiamo verso sud-est. Incontriamo un altro aliante, facciamo un paio di tornate in termica insieme e, nel frattempo, ci dice di essere partito da Benevento. \u201cNoi andiamo verso Melfi, mettiti in coda!\u201d Purtroppo dopo pochi secondi gi\u00e0 non ci vede pi\u00f9, ma seguire Roberto ed il suo aliante non dev\u2019essere affatto una cosa semplice.<\/em><\/p>\n<p><em>Una distesa semidesertica si dipana innanzi a noi. Guardo a sinistra: l\u2019aria \u00e8 fumosa, vedo delle nubi grige, alcune anche sotto di noi. Guardo a destra: il cielo \u00e8 limpido con qualche cumulo pi\u00f9 in l\u00e0. Roberto mi spiega che si tratta del fronte di brezza. L\u2019aria che viene dal mare si scontra con quella ferma sulla terra e&#8230; sale! Nessuno mi aveva mai parlato di queste formazioni, guardo gli strumenti, anenometro 140, variometro +1, poi guardo avanti: il fronte si estende per km davanti a noi! Ora capisco perch\u00e9 Roberto era cos\u00ec fissato con la quota: se fossimo arrivati 300m pi\u00f9 bassi non avremmo sfruttato al meglio questa condizione.&nbsp;<\/em><\/p>\n<p><em>Veleggiando nel fronte arriviamo a Melfi, giriamo il pilone e torniamo verso nord. L\u2019aria \u00e8 un po\u2019 mossa, rarefatta e il termometro fuori segna pi\u00f9 di 30\u00b0. Sto male. Vomito e subito mi sento meglio e riprendo a vivere il volo. Di nuovo mi sono affidati i comandi e volo seguendo il fronte. Pilotare da dietro non \u00e8 facile: la visibilit\u00e0 \u00e8 limitata, inoltre il fronte \u00e8 irregolare e sfioro qualche nube. Roberto mi lascia fare, \u201cTi aiuto con il piede\u201d mi dice. Nell\u2019estrema concentrazione in cui sono immerso accorgersi di un colpetto sulla pedaliera non \u00e8 immediato. Quando lo percepisco devo ancora capire quanto virare e a cosa puntare. Insomma non \u00e8 per niente semplice! Tra le mille difficolt\u00e0 a cui mi sottopone il pilotaggio, mi resta spazio per rendermi conto di quanta esperienza e dedizione ci voglia per sfruttare al meglio quell\u2019immensa energia nascosta nel vento.<\/em><\/p>\n<p><em>Senza aver effettuato nemmeno un 360, ritorniamo sopra a Campobasso, pi\u00f9 alti di quando siamo partiti! Poco dopo il paesaggio assume nuovamente un aspetto montuoso e sfruttiamo la dinamica sui costoni del gruppo della Majella. Da l\u00ec ci dirigiamo verso il massiccio del Gran Sasso, dove troviamo le ascendenze pi\u00f9 forti della giornata. In un incontro successivo Roberto mi spiegher\u00e0 che il Gran Sasso \u00e8 un costone difficile: essendo esposto per lo pi\u00f9 lungo la direttrice est-ovest, il vento spesso ci si appoggia dando luogo a turbolenza e wind shear e generando ascendenza solamente all\u2019estremit\u00e0 pi\u00f9 orientale che piega verso sud.<\/em><\/p>\n<p><em>Aggirato il Corno Grande riprendo i comandi seguendo il crinale che si abbassa rapidamente sotto di noi. Ad un tratto Roberto mi fa virare a sinistra e affrontiamo il traversone che ci porta presso i monti Sibillini. Verso Castelluccio di Norcia Roberto mi nomina la fioritura delle lenticchie, purtroppo abbiamo qualche settimana di ritardo per ammirare il meraviglioso spettacolo che presenta, mi consolo scrutando l\u2019Italia disegnata con la vegetazione sul fianco della montagna.<\/em><\/p>\n<p><em>Siamo in volo da quasi cinque ore e mezza ed inizio ad essere stanco. Alla media di 170km\/h rispetto al suolo, il paesaggio cambia molto rapidamente, ma ormai mi manca la forza di seguirlo. A monte Nerone, parecchi kilometri pi\u00f9 a nord, incontriamo numerosi parapendii. Roberto mi chiede di aiutarlo a controllarli, faccio del mio meglio. Forti di alcuni cumuli avvistati in lontananza ci spingiamo ancora pi\u00f9 a nord, ma le condizioni precipitano e la nostra quota con loro. Dopo 580km di planata giriamo nuovamente una termica. Guadagnamo 800m, ma nei 10minuti seguenti li ridoniamo al vento. Cerco di orientarmi, ormai stremato. Di nuovo Roberto ha bisogno di aiuto con i para, ma non riesco a offrigli l\u2019assistenza che si aspetta. Per quanto ne so, ora stiamo tornando a casa. A Foligno Roberto mi spiega come fare per arrivarci da Rieti e mi mostra il percorso per rientrare. Cerco di memorizzare tutto. Dopo sette ore abbondanti abbiamo in vista la valle di Rieti!<\/em><\/p>\n<p><em>Facciamo qualche giro ai piedi del Terminillo, Roberto mi spiega che per il contest del sito OLC ha ancora un pilone da fissare dove vuole. Ritorniamo verso nord. Il desiderio di rivedere il percorso per Foligno mi fa dimenticare la stanchezza e osservo con attenzione i riferimenti e le quote. Il sole si sta abbassando all\u2019orizzonte, i suoi raggi bucano alcune grosse formazioni nuvolose rivestendo la valle di Foligno di un\u2019atmosfera surreale. L\u2019aliante in termica fatica a riguadagnare la quota necessaria per il rientro, ma la sera ha sempre qualcosa da restituire. I pendii che fino a poco prima erano assolati, scaldano l\u2019aria che li lambisce e questa si fa strada verso l\u2019alto, attraverso quella gi\u00e0 rinfrescata. Sono le 19:30, Roberto telefona a Rieti per avvisare che stiamo rientrando, io mando un sms ad Alessandra che mi sta aspettando. Per la terza volta percorriamo la val Nerina, ma stavolta piloto io! Avvicinandosi al pendio il variometro ritorna sopra lo zero. Nella quiete della sera galleggiamo dolcemente verso casa.<\/em><\/p>\n<p><em>Dopo quasi nove ore di volo la ruota tocca terra. Scendiamo faticosamente e iniziamo a riporre l\u2019aliante. Prima di infilare le copertine sulle ali lo guardo nella luce del tramonto. Ha lo stesso aspetto fiero ed elegante di stamattina, non sembra per niente stanco, lui. Roberto mi espone i numeri del nostro volo: 1022km secondo il conteggio OLC. Li ascolto, ma sono troppo stanco per capirli e per entusiasmarmi. Ora ho solo bisogno di riposare. La vera gioia mi raggiunger\u00e0 solo nei giorni successivi, rivivendo con calma tutti gli istanti del volo, fissandone gli aspetti salienti, traendone gli insegnamenti e arricchendo la mia esperienza di pilota.<\/em><\/p>\n<p><em>Ora volo in maniera diversa.<\/em><\/p>\n<p><em>Un immenso grazie a chiunque abbia reso possibile questo volo, in particolare a tutte le persone nominate pi\u00f9 sopra.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riportiamo il racconto dello splendido volo fatto da Reginaldi visto con gli occhi del suo copilota, neo brevettato Dario Pellegrini. \u201cLo vedi quel signore che se ne sta andando in bicicletta?\u201d\u201cS\u00ec&#8230;\u201d\u201cSi chiama Roberto Reginaldi, \u00e8 uno che parte alle 11 e torna alle 20. Vuoi farti un bel volo? 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